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      insegnare la creativita

      Si può insegnare la creatività?

      Si può insegnare la creatività?

      Perché tutti noi da bambini eravamo creativi, e poi crescendo abbiamo perso parzialmente o del tutto la capacità di immaginare, creare cose nuove, sviluppare idee originali?

      Perché la nostra creatività è stata seppellita da una serie di regole e norme di comportamento. Che ci hanno insegnato o che ci siamo auto-imposti.

      Ma fortunatamente la creatività è una capacità che può essere insegnata (e imparata) e si può sviluppare nel tempo. Come dice Julia Cameron nel suo La via dell’Artista – tutti noi indistintamente siamo esseri creativi, se solo ci permettiamo di esserlo. Non è mai troppo tardi per lavorare sulla propria creatività, mai troppo egoistico, e non è necessario condividere o avere fede in alcuna teoria per farlo. È sufficiente fare pratica, eseguire gli esercizi, e l’energia creativa fluirà spontaneamente e senza sforzo.

      Le tre componenti della creatività

      Secondo Teresa M. Amabile, ricercatrice e docente della Harvard Business School, “la creatività è un’abilità che può essere sviluppata e un processo che può essere gestito”. Come? Attraverso lo sviluppo di queste tre componenti:

      • EXPERTISE – Conoscenza (tecnica, intellettuale ecc…), che ci permette di imparare una disciplina e padroneggiare un modo di pensare;
      • CREATIVE THINKING SKILLS – Abilità rilevanti per la creatività, che determinano quanto flessibile e immaginativo è il nostro approccio ai problemi;
      • MOTIVATION – Motivazione al compito, una passione innata che ci spinge a volter trovare nuove soluzioni per il gusto di creare e non per ricompense esterne (come ad esempio i soldi).

      La creatività inizia quindi con una base di conoscenza, imparando una disciplina e padroneggiando un modo di pensare. Impariamo ad essere creativi sperimentando, esplorando, mettendo in discussione i presupposti, usando l’immaginazione e sintetizzando le informazioni.

      Per molti la creatività è ancora qualcosa di “misterioso”, che possiamo avere oppure no, come il carisma. Tina Seeling, executive director del Technology Ventures Program di Stanford non è d’accordo: è fermamente convinta (e molte ricerche in materia le danno ragione) che la creatività sia una “risorsa rinnovabile”, a cui possiamo attingere in ogni momento.

      Il motore dell’innovazione

      La Seeling ha introdotto il concetto di “Innovative engine”, un nuovo modello che offre una serie di strumenti pratici che è possibile utilizzare per sviluppare la creatività e favorire l’innovazione.

      Il modello prevede 6 componenti, interne ed esterne. Quelle interne sono la Conoscenza, l’Immaginazione e l’Atteggiamento e si riferiscono a quello che accade appunto all’interno di un individuo. Le componenti esterne sono invece Risorse, Habitat e Cultura, che rappresentano i fattori che si riferiscono all’ambiente che circonda l’individuo. Tutte queste componenti sono interconnesse tra di loro e per migliorare la propria creatività si può partire da ciascuna indistintamente.

      1. Immaginazione – spesso la creatività è definita proprio come la capacità di immaginare, di “pensare fuori dagli schemi”. Per imparare a farlo possiamo utilizzare diverse tecniche utili a generare idee diverse: il reframing (riformulare una domanda per trovare risposte diverse), combinare idee non correlate tra loro per crearne di nuove, e sfidare i presupposti, cioè prendere qualcosa che consideriamo come assodato e provare a partire dall’esatto contrario per vedere se ci vengono in mente cose nuove.
      2. Conoscenza – se l’immaginazione è il catalizzatore della creatività, è importante sviluppare anche la conoscenza, perché è proprio questa che ci permette di riformulare, combinare idee non correlate e sfidare i presupposti. Un artista non può prescindere dal conoscere le tecniche e ciò che è accaduto nel suo campo. Senza queste “fondamenta” non possiamo sviluppare la nostra creatività. Insomma, per poter infrangere le regole prima dobbiamo conoscerle molto bene.
      3. Atteggiamento – si riferisce a come una persona è in grado di reagire alle battute d’arresto o a un fallimento. Gli errori sono positivi, e sperimentare (e fallire eventualmente) è quello che ci fa crescere e che può aiutarci a sviluppare un nostro stile creativo. Avere un atteggiamento positivo nei confronti del fallimento è fondamentale.
      4. Habitat – secondo alcune ricerche, lo studio di un artista è una manifestazione esterna della sua immaginazione. Non c’è una formula che funziona per tutti e non esiste giusto o sbagliato in questo caso. La creatività si può sviluppare nel caos o nell’ordine, ma ciascuno di noi deve trovare il modo per creare le condizioni affinché possa prosperare.
      5. Risorse – tempo e denaro illimitati non fanno un artista. Anzi, a volte limitare le nostre risorse è quello che favorisce la creatività. Perché crea dei limiti. Stabilire dei limiti ci costringe a trovare soluzioni creative a cui altrimenti non penseremmo.
      6. Cultura – questo aspetto del motore dell’innovazione ha a che fare con la cultura organizzativa dentro alla quale ci troviamo a vivere e lavorare. Gli errori e gli sbagli vengono puniti oppure incoraggiati? L’innovazione viene premiata oppure no? Questo determina come le persone si comporteranno: saranno incentivate a produrre nuove idee oppure a reprimerle?

      In sostanza, la nostra conoscenza fornisce il carburante alla nostra immaginazione, che è il catalizzatore per la trasformazione delle informazioni in nuove idee. E questo processo è influenzato da fattori esterni come il nostro ambiente, incluso lo spazio fisico, i team con cui lavoriamo, le regole e le ricompense. Secondo la Seelig “Il motore dell’innovazione è innescato dall’atteggiamento, che mette in moto tutte le parti. Possiamo far partire il motore costruendo la nostra base di conoscenza, che alla fine servirà come cassetta degli attrezzi per l’immaginazione. Si possono anche costruire ambienti che favoriscono la creatività: questo implica la creazione di spazi che siano favorevoli al problem solving creativo e l’istituzione di regole, premi e incentivi che rafforzino il comportamento creativo. E, cosa più importante, si può coltivare un atteggiamento secondo cui i problemi sono opportunità per una soluzione creativa. Con questa mentalità, si è disposti a superare i blocchi e le risposte ovvie per arrivare a idee veramente creative”.

      Per un ulteriore approfondimento, ecco il link al discorso che Tina Seelig ha tenuto al TEDx Stanford.

       

       

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