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      procrastinare

      Procrastinare: quando rimandare diventa un privilegio

      Ci hanno insegnato che procrastinare è sbagliato, ma rimandare qualcosa non potrebbe in realtà essere un privilegio?

      Questa spunto di riflessione nasce dalla visione di questo intervento che ho intercettato qualche tempo fa e che parla proprio di procrastinazione come privilegio.

      Ma prima di tutto, che cosa significa procrastinare e cosa dice di noi (e a noi)?

      Perché perdiamo tempo (e come smettere di farlo)

      Perdiamo tempo e non riusciamo a portare a termine le attività che ci eravamo prefissati di fare per tre motivi principali:

      1. perché siamo dei procrastinatori
      2. perché siamo dei perfezionisti
      3. perché ci distraiamo

      Procrastinare significa rimandare in modo compulsivo delle attività importanti in favore di qualcosa che ci appare come più divertente o con cui ci sentiamo più a nostro agio. Ti è mai capitato ad esempio di spostare un’attività importante da una To do list all’altra, giorno dopo giorno, senza mai portarla a termine? Se per te questo è un problema e vuoi smettere di farlo, è fondamentale riconoscere in quali occasioni tendi a procrastinare e identificare il reale motivo per cui lo fai.

      Procrastiniamo per tre ragioni:

      • quando quello che dobbiamo fare non ci piace;
      • quando non lo vogliamo fare;
      • oppure quando non lo sappiamo fare.

      Esistono moltissime strategie di time management che possono essere efficaci per aiutarci a smettere di procrastinare, ma la verità è che funzionano solo nel momento in cui diventiamo consapevoli dei nostri comportamenti e decidiamo di fare qualcosa di concreto per cambiarli. Se qualcosa non ti piace o non ti va di fare un determinato lavoro, puoi sempre domandarti se puoi non farlo o se puoi delegarlo a qualcun altro. Hai sempre una scelta, ma a volte quella più semplice è rimandare. Non prendere una decisione spesso si traduce in un problema ben più grosso sul lungo termine. Perciò impara a scegliere cosa è meglio per te: procrastinare o delegare? Continuare a rimandare o decidere di cancellare una voce dalla nostra To do list perché in realtà non è così importante o necessaria?

      La procrastinazione come privilegio

      Lasciare da parte un lavoro importante per un certo periodo di tempo non significa per forza procrastinare: potrebbe infatti indicare – al contrario – una buona capacità di dare priorità alle cose. Se c’è una buona ragione per rimandare qualcosa non siamo dei procrastinatori; ma se stiamo semplicemente trovando una scusa perché non lo vogliamo fare, allora lo siamo.

      Nel suo video Ace Callwood, imprenditore e docente della Virginia Commonwealth University, spiega che la procrastinazione è un privilegio quando la usiamo in modo mindful, cioè con attenzione, con consapevolezza. Può essere sia uno strumento potente da sfruttare a proprio vantaggio, sia un danno da evitare. Quello che fa è darci la possibilità di capire il perché delle cose e il valore che diamo a certi compiti. La procrastinazione, in sostanza, ci permette di analizzare sotto una lente molto potente quello che è in nostro potere fare e quello che invece non possiamo controllare. E agire di conseguenza.

      Procrastinare diventa un privilegio quando:

      • ci permette di far decantare le informazioni – a volte entrare in azione immediatamente non è utile; abbiamo bisogno di filtrare i dati, di analizzarli con calma e di prendere le nostre decisioni avendo soppesato meglio il contesto; possiamo procrastinare in modo intenzionale quando dobbiamo far sì che le idee lavorino a livello subconscio per arrivare a soluzioni più creative e innovative;
      • ci fa riflettere su che cosa ci sta bloccando – essere consapevoli dei nostri punti deboli è una risorsa perché ci permette di mettere in atto azioni “correttive” e riuscire di conseguenza a fare ciò che vorremmo, senza rimanere impantanati; ci spinge a un cambiamento positivo e ci fa crescere;
      • la usiamo come uno strumento e non come un giudizio – quando cioè smettiamo di darci addosso perché siamo dei procrastinatori o di lamentarci, e ci rendiamo conto che rimandare qualcosa ci può aprire a nuove possibilità solo se sappiamo come sfruttare questa cosa a nostro vantaggio, dando il tempo al nostro cervello per trovare non soltanto una soluzione, ma la soluzione migliore per noi;
      • ci rende consapevoli della nostra fortuna e ci spinge all’azione – rimandare qualcosa che dovrebbe essere fatto è un privilegio che pochi si possono permettere; se noi ce lo concediamo significa che possiamo farlo, che non la nostra vita ce lo permette. Di questo dovremmo essere grati, ma allo stesso tempo questa gratitudine dovrebbe motivarci a non procrastinare solo perché a noi è permesso di farlo, ma a entrare in azione perché ne abbiamo la capacità e la possibilità;
      • ci mostra quello che cerchiamo di controllare anche se è fuori dal nostro controllo – non abbiamo potere su tutto: è importante rendercene conto. A volte l’unica cosa da fare è lasciare andare. Ecco perché la procrastinazione è utile: perché se ci fermiamo a pensare perché rimandiamo qualcosa ci possiamo rendere conto che semplicemente si tratta di cose al di fuori del nostro controllo che non possiamo cambiare. Ed esserne consapevoli ci permette di lasciarle andare e di andare avanti.
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