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      L’importanza di distinguere i pensieri dalle emozioni

      distinguere i pensieri dalle emozioni

      L’importanza di distinguere i pensieri dalle emozioni

      Alla base della salute mentale c’è la capacità di distinguere i pensieri dalle emozioni. A causa del fatto che entrambi si manifestano all’unisono, spesso abbiamo la sensazione che si sovrappongano e tendiamo a confonderli. Ma in realtà pensieri ed emozioni vengono originati in parti diverse del nostro cervello.

      I pensieri vengono prodotti a livello della corteccia cerebrale, mentre le emozioni “nascono” nel sistema limbico, una parte molto più “profonda” della nostra mente. Grazie ai pensieri possiamo utilizzare informazioni e logica per prendere le nostre decisioni, mentre le emozioni ci forniscono una direzione, oltre a motivazione e connessione.

      Quando riusciamo a sfruttare sia gli uni che le altre, unendo le loro forze in modo che lavorino in sintonia, stiamo sfruttando appieno le potenzialità del nostro cervello, siamo in grado di prendere decisioni migliori e siamo più efficaci nel nostro agire. Pensieri ed emozioni che lavorano insieme ci permettono di sviluppare la nostra Intelligenza Emotiva.

      A complicare le cose c’è il fatto che siamo abituati a utilizzare le parole “emozione” e “sentimento” come se fossero sinonimi. Invece, anche in questo caso una distinzione è necessaria, perché il modo in cui gestiamo emozioni e sentimenti è diverso e i bisogni che generano non sono gli stessi.

      Emozioni, pensieri e sentimenti

      Per dare una definizione di sentimento potremmo dire che è la somma di un’emozione. Quando proviamo un’emozione si genera un pensiero che si trasforma poi in una sensazione.Quindi nella conformazione di un sentimento ritroviamo due componenti: quella emotiva e quella soggettiva, in base alle quali puoi finiamo con l’etichettare un’emozione come negativa o positiva e generiamo un giudizio su di essa. Quali sono le principali differenze tra emozione e sentimenti? Eccole:

      1. Le emozioni si generano automaticamente, i sentimenti invece hanno un’origine ragionata – le nostre emozioni provengono dalla parte più primitiva del nostro cervello, mentre i sentimenti sono frutto del nostro pensiero astratto e vengono definiti a livello verbale (al contratto delle emozioni che sono definite a livello psico-fisiologico)
      2. Le emozioni sono immediate, i sentimenti restano – le emozioni mettono in allerta il nostro cervello e ci fanno entrare in una modalità di sopravvivenza; sono veloci, immediate, profonde. Quando invece valutiamo l’emozione e cioè pensiamo a ciò che è successo, proviamo un sentimento. In pratica iniziamo a elaborare quello che abbiamo provato a livello di pensiero. E mentre le emozioni “durano” poco, i sentimenti possono persistere per giorni, settimane, mesi o addirittura anni
      3. Le emozioni sono intense e potenti, i sentimenti sono più lenti – le emozioni ci spingono all’azione (fare qualcosa o smettere di farlo), mentre i sentimenti ci portano a riflettere su qual è il modo migliore per uscire da uno stato emotivo che non ci piace

      Per gestire le emozioni abbiamo bisogno di capire cosa ci stanno dicendo, e poi di ascoltare i nostri sentimenti e i nostri pensieri su quanto successo, per ricondurli poi all’azione più giusta per noi. In pratica dobbiamo raccogliere i dati che le emozioni ci forniscono, capire cosa ci sta succedendo, cosa stiamo provando e pensando, e infine chiederci cosa possiamo fare per migliorare la situazione.

      Disinnescare il pilota automatico

      Quando non siamo allenati a distinguere i pensieri dalle emozioni finisce che agiamo con il pilota automatico inserito. Cosa significa? Che essendo “animali abitudinari” noi esseri umani tendiamo a formare dei pattern, degli schemi ricorrenti di comportamento. Al nostro cervello piacciono gli automatismi, perché gli permettono di risparmiare energia. Basti pensare a quante funzioni deve governare per capire quanto sforzo richiede gestire la complessa macchina che è il corpo umano, e di conseguenza quanto sia importante il risparmio energetico. Gli automatismi consentono al cervello di risparmiare e di garantirci la sopravvivenza, ma sopravvivere non significa riuscire nella vita. Per farlo dobbiamo prendere non solo decisioni giuste, ma le decisioni più giuste per noi in ogni momento. E scardinare gli automatismi è un modo per farlo.

      Tutto questo fa parte della consapevolezza, della conoscenza di sé. Sapere come “funzioniamo” e quali schemi mettiamo in atto ripetutamente, ci aiuta a trovare vie più efficaci per ottenere ciò che vogliamo. È fondamentale imparare a porsi queste domande per riconoscere i nostri pattern e scardinarli se non sono funzionali:

      • Sei consapevole delle tue reazioni ricorrenti?
      • Noti degli automatismi comportamentali che metti in atto più spesso?
      • Sarebbe importante per te essere più cosciente dei tuoi schemi ricorrenti?
      • Come potrebbe aiutarti a migliorare la tua performance?

      Far lavorare insieme pensieri ed emozioni

      Emozioni, pensieri e azioni si influenzano a vicenda. Se però sappiamo distinguere le prime dai secondi e cerchiamo di farli lavorare insieme, possiamo vivere una vita più consapevole e giusta per noi. I pensieri hanno sempre una componente valutativa: ti sarà capitato sicuramente di pensare “non mi ascolta” ma non è la stessa cosa di provare l’emozione di essere ignorato. Nel primo caso esprimiamo una valutazione di un’idea e facciamo una considerazione su qualcosa che sta accadendo. Nel secondo facciamo esperienza dell’essere ignorati proprio a livello fisico: sentiamo nel nostro corpo che sta succedendo qualcosa, sperimentiamo visceralmente ciò che accade e lo percepiamo fisicamente (come uno schiaffo o un pugno allo stomaco).

      È necessario imparare a distinguere questi due “fenomeni” in modo che pensieri ed emozioni lavorino insieme, per non avere la sensazione di perdere il controllo. Entrambi sono funzionali al raggiungimento dei nostri obiettivi, ma solo se sappiamo coordinarli, evitando di sentire qualcosa in un modo ma poi pensare nella maniera opposta. Per allenarci nell’utilizzo in tandem di pensieri ed emozioni dobbiamo imparare a:

      1. chiederci cosa pensiamo ma anche cosa stiamo sentendo – quando accade qualcosa la maggior parte delle persone si concentra sui propri pensieri, ma se non prende in considerazione le proprie emozioni perde un dato importantissimo su cui ragionare per agire in modo più efficace
      2. chiederci a cosa dare retta quando non sappiamo distinguere i nostri pensieri dalle nostre emozioni o se li percepiamo come opposti – quando pensieri ed emozioni sono in contrasto dobbiamo capire la situazione in cui ci troviamo e valutare chi ascoltare. Quali parti delle emozioni che stiamo provando sono più utili? Che prospettiva ci offrono i nostri pensieri? Su quali punti pensieri ed emozioni sembrano andare d’accordo in questo specifico momento?
      3. utilizzare le nostre emozioni per informare i nostri pensieri e i nostri pensieri per gestire le emozioni – questo richiede una grande capacità di ascolto per capire cosa stiamo provando e quali riflessioni sono scaturiti dalla nostra emozione; sono coerenti? Oppure c’è qualcosa a cui prestare attenzione per gestire meglio la situazione?

      La conoscenza di sé passa dal conoscere e dal saper distinguere tutte le parti di se stessi, compresi emozioni e pensieri.

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