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      Cos’ha a che fare l’empatia con il selfcare

      empatia e selfcare

      Cos’ha a che fare l’empatia con il selfcare

      Senti di essere una persona empatica?

      L’empatia è una competenza che ci permette di metterci “nei panni” delle altre persone senza pregiudizi. Utilissima per stabilire relazioni efficaci e nutrienti, l’empatia non riguarda solo gli altri. E soprattutto possiamo utilizzarla per prenderci cura di noi. Ecco perché ho deciso di scrivere questo post per parlarti della connessione che c’è tra empatia e selfcare.

      Quando entriamo in connessione empatica con qualcuno ci immedesimiamo nel suo stato d’animo e cerchiamo di capire come lui o lei percepisce il mondo. Non è semplice, perché quando ci rapportiamo agli altri e ai loro sentimenti ci portiamo comunque dietro il nostro bagaglio di esperienze e convinzioni. Il rischio perciò è non entrare veramente in connessione profonda con l’altro, ma ascoltarlo in modo giudicante partendo dal presupposto che sappiamo cosa prova e adoperandoci per “aiutarlo”.

      In realtà essere empatici non significa fare qualcosa. Ma stare. Stare lì e ascoltare profondamente l’altro, sospendere il giudizio, percepire le cose esattamente come se fossimo quella persona (e non attraverso il filtro delle nostre esperienze).

      Molto spesso quando utilizzo gli assessment di Intelligenza Emotiva nei miei percorsi di coaching le persone si stupiscono dei risultati ottenuti. In particolare ho notato che quello che crea le reazioni più sorprese è il livello di empatia: molti dei miei clienti pensano di non averla affatto (e poi i test rivelano il contrario) oppure sono convinti che sia un loro punto di forza e rimangono delusi se totalizzano “un punteggio” basso.

      Gli assessment sono uno strumento utile per riflettere su ciò che desideriamo. E se senti il bisogno di esercitare di più l’empatia, puoi iniziare da te stesso.

      Provare empatia per se stessi

      Spesso siamo così concentrati sugli altri che ci dimentichiamo della relazione più importante che abbiamo: quella con noi stessi. Prestare attenzione ai nostri bisogni, emozioni e desideri è fondamentale per stare bene. Ecco perché l’empatia ha molto a che fare con il selfcare.

      E poi, se non siamo empatici con noi, come possiamo pensare di esserlo con gli altri?

      Questa preziosa competenza ci aiuta a essere meno critici con noi stessi, a volerci più bene e a valutare le situazione in modo più efficace, per prendere le decisioni più giuste per noi e il nostro futuro.

      Il più profondo atto di selfcare che possiamo concederci è entrare in profonda connessione con il nostro io. Senza giudizio, ma esercitando l’autoconsapevolezza. Daniel Goleman insrisce questa competenza tra quelle che ci permettono di esercitare la nostra Intelligenza Emotiva e di conseguenza raggiungere il successo personale e professionale.

      Essere consapevoli dei propri stati d’animo è fondamentale per comprendere in modo profondo le situazioni che ci ritroviamo a vivere, e fare scelte che sono ottimali per noi. Come possiamo dunque esercitare la nostra autoconsapevolezza ed essere più empatici nei nostri confronti?

      Esercitare l’empatia

      1. Osservati senza giudicare – il primo passo fondamentale è ascoltare le tue emozioni, osservare che cosa “si muove” dentro di te e non giudicarlo. Abbiamo la tendenza a definire alcuni sentimenti come negativi e altri come positivi, ma in realtà le emozioni sono informazioni neutre che possono aiutarci a scegliere in modo più intenzionale. Notare che cosa proviamo senza criticarci o sgridarci è un modo per dedicarci del tempo, per “stare con noi stessi” e lavorare al nostro benessere.
      2. Trattati con rispetto – quando ti rivolgi a te stesso lo fai con parole di comprensione o sei sempre critico e a volte aggressivo? Fai caso alle parole che utilizzi per giudicare i tuoi comportamenti o i tuoi sentimenti: le useresti se non si trattasse di te ma di una persona che ti sta vicino? Saresti così intransigente con gli altri? Avere cura di te significa parlarti con gentilezza.
      3. Fai attenzione ai doveri – quanto spesso utilizzi la parola “devo”? Devo lavorare, devo fare la spesa, devo occuparmi dei miei cari… Oppure, dovrei prendermi più cura di me, dovrei riposare… I “devo” e i “dovrei” dicono al tuo cervello che quello che stai facendo è un peso, un impegno che non ti sei scelto, ma che ti è stato imposto. Saresti in grado di sostituire queste parole con “io scelgo”? Potrebbero cambiare radicalmente la tua prospettiva e farti sentire molto meglio.
      4. Smetti di criticarti – capita a tutti di sbagliare, ma le azioni che abbiamo compiuto o gli errori che abbiamo fatto non determinano per forza la persona che siamo. Possiamo sempre cambiare e migliorare, perciò quando ti giudichi per qualcosa che hai fatto, fermati e pensa qual è il bisogno che ti ha portato a comportarti in questa maniera. Puoi dispiacerti per un errore che hai commesso, per un comportamento che si è rivelato “sbagliato”. Ma poi devi avere il coraggio di comprendere quali bisogni insoddisfatti ti hanno portato a quella reazione. Quando capisci questo, sarà più facile perdonarti e trovare il modo per ottenere ciò che vuoi.
      5. Non rinunciare a te stesso – quando sei costantemente alla ricerca dell’approvazione altrui, quello che fai è rinunciare a te stesso. I riconoscimenti esterni sono piacevoli, e fin da bambini ci abituiamo a fare le cose per ottenere qualcosa in cambio. Quando però questo riconoscimento esterno ci viene negativo, per un motivo o per un altro, il mondo ci crolla addosso. Conoscere il nostro valore e sapere chi siamo veramente, ci aiuta a essere più centrati e a motivarci dall’interno.

      Quali di queste cose puoi iniziare a fare subito, per prenderti più cura di te e sviluppare l’empatia verso te stesso?

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