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      Come uccidere la creatività

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      Come uccidere la creatività

      A fine anni ‘90 Teresa Amabile ha pubblicato un articolo sull’Harvard Business Review intitolato “How to kill creativity”, nel quale ha spiegato quali sono i principali fattori che finiscono con l’uccidere la creatività.

      Professoressa della Fondazione Baker presso la Harvard Business School, con un dottorato di ricerca in psicologia presso la Stanford University, la Amabile oggi studia come le persone si avvicinano e vivono il passaggio alla pensione. In precedenza il suo programma di ricerca si è concentrato su come l’ambiente di lavoro influenza la creatività, la motivazione e la performance.

      Nelle sue pubblicazioni ha più volte sottolineato come la creatività venga più spesso “uccisa” che supportata all’interno delle organizzazioni. “Non perché i manager abbiano qualcosa contro la creatività – ha scritto – ma perché, nonostante la maggior parte di loro creda nel valore delle idee innovative, la creatività viene minata involontariamente ogni giorno da ambienti di lavoro che sono stati creati per massimizzare gli imperativi aziendali come il coordinamento, la produttività e il controllo”. Le sue ricerche hanno dimostrato che è possibile creare organizzazioni in cui gli imperativi aziendali sono rispettati e al tempo stesso la creatività fiorisce. Per farlo è tuttavia necessario individuare e comprendere con precisione quali tipi di pratiche manageriali favoriscono la creatività e quali invece la uccidono.

      Business e creatività

      Spesso associamo la creatività all’arte e la immaginiamo come qualcosa che ha a che fare con l’espressione di idee originali. Ma nel business l’originalità non basta. In questo ambito un’idea per essere creativa deve anche essere utile e realizzabile. Deve migliorare un prodotto o rendere più efficace un processo.

      Molti manager, secondo la Amabile, sono convinti che la creatività in azienda sia applicabile solo in ambiti precisi, come ad esempio il Marketing o la Ricerca&Sviluppo, mentre sia assolutamente da evitare in altri. Questo probabilmente è determinato dal fatto che ci si basa sull’errata convinzione che la creatività sia solo immaginazione, quando invece ha a che fare anche con l’esperienza e la motivazione.

      In un mio precedente articolo ho parlato di come funziona il processo creativo. Sicuramente l’immaginazione è importante, come del resto lo è l’esperienza, che ci permette di raccogliere dati, informazioni e materiali sui quali lavorare per trovare idee innovative. Ma è il terzo fattore della creatività – e cioè la motivazione – che determina cosa effettivamente le persone possono fare con le loro idee. E cioè come possono realizzarle, in modo originale e innovativo.

      Per far sì che le persone che lavorano in un’organizzazione siano performanti e creative, è necessario creare un ambiente che supporti la creatività invece che ucciderla. Riconoscere i killer della creatività diventa quindi fondamentale per tutte quelle aziende che vogliono crescere e innovare.

      I killer della creatività

      Teresa Amabile ha individuato come killer della creatività i seguenti fattori:

      1. l’eccessivo utilizzo di premi e ricompense – la motivazione delle persone che lavorano in azienda può essere di tipo intrinseco o estrinseco. E cioè derivare dai propri valori fondanti o da ricompense esterne. Quando si punta eccessivamente su premi “esterni”, le persone fanno quello che devono fare in funzione di ciò che otterranno. E questa è una motivazione che “dura poco”, e che nei momenti di difficoltà non basta a far sì che le persone mantengano un approccio creativo alla risoluzione dei problemi.
      2. infondere preoccupazione del giudizio altrui – la creatività delle persone viene inibita quando c’è paura nell’esprimere liberamente le proprie idee. Le soluzioni innovative hanno bisogno di “spazio” per potersi formare, e questo significa che bisogna raccogliere quante più informazioni e suggerimenti possibili per arrivare poi alla “combinazione” più giusta, originale e innovativa. I manager devono quindi assicurarsi di creare un ambiente in cui le persone si sentono libere di poter esprimere le proprie opinioni, senza il timore di essere giudicate.
      3. l’eccessivo controllo – dare alle persone esatte indicazioni su come fare il loro lavoro non è utile quando si vuole sviluppare la creatività all’interno del team. Ciascuno deve essere libero di aggiungere del suo ai propri compiti. Questo non significa che non debbano esserci regole, ma che sia chiaro a tutti che si possono raggiungere i risultati richiesti dall’azienda anche percorrendo strade diverse. Del resto per essere innovativi non si può continuare a fare le cose “come si sono sempre fatte”.
      4. la deprivazione di tempo e risorse – le persone devono avere tempo sufficiente da dedicare a ciò che le appassiona, dentro e fuori dall’ufficio. Inoltre, quando si vuole far lavorare un team in modo creativo, è fondamentale dare al gruppo ciò di cui ha bisogno in termini di tempo e di risorse. A volte una deadline stretta può aumentare la creatività perché mette le persone sotto pressione e le sprona a sviluppare più idee, più velocemente. Ma le organizzazioni devono prestare particolare attenzione a non dare scadenze false o troppo strette. Nel primo caso si finisce con il creare sfiducia, nel secondo si condanna il proprio team al burnout. In entrambi i casi le persone si sentono insoddisfatte e perdono motivazione. La creatività spesso richiede tempo per esplorare nuovi concetti e mettere a punto soluzioni innovative. I manager che non concedono tempo al proprio team per l’esplorazione e per far incubare le idee stanno involontariamente ostacolando il processo creativo.
      5. la scarsa conoscenza del proprio team – dare alle persone gli incarichi “giusti” stimola la loro creatività. Ma per farlo è necessario che i manager conoscano profondamente sia i propri dipendenti che gli incarichi disponibili. Raccogliere queste informazioni richiede tempo e attenzione. Stimolare le persone è fondamentale per sviluppare la creatività. Ma attenzione: le sfide devono essere soppesate con precisione. Gli incarichi devono essere abbastanza sfidanti per stimolare la motivazione: non troppo poco da annoiare le persone e nemmeno così tanto da farle sentire sopraffatte.

      Nella tua azienda la creatività viene stimolata o viene uccisa? Quali sono i killer che hai individuato all’interno della tua organizzazione?

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