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      cosa non è la creativita

      Che cosa NON È la creatività?

      Che cosa significa essere creativi? Lo desideriamo più o meno tutti, perché associamo la creatività all’innovazione, all’originalità, all’essere “bravi” o “migliori”. Ma che cosa è, anzi cosa NON È la creatività?

      Proviamo a partire da qui, per capire come coltivarla nella nostra vita.

      1. La creatività non è un fenomeno, ma un processo. Ci piace pensare che la creatività scaturisca da un’ispirazione improvvisa. E in effetti può sembrare che sia così: quante volte hai trovato la soluzione a un problema su cui rimuginavi da tempo, magari mentre facevi la doccia o eri indaffarato a pensare ad altro? Questo può farci pensare che tutto venga all’improvviso, ma in realtà l’ispirazione è solo parte di un processo. Non esiste nessuna magia: a renderla possibile siamo noi, quando lasciamo che il processo creativo trovi lo spazio (e il tempo) per completarsi.

      2. La creatività non è qualcosa che ti è stato donato alla nascita. Potenzialmente siamo tutti creativi, ma se non coltiviamo la creatività non potremo mai utilizzarla. Anche se questa affermazione potrebbe sembrare negativa in realtà non lo è. La creatività è qualcosa che possiamo allenare per un lungo periodo di tempo: possiamo farlo per tutta la vita. E questo non sarebbe possibile se fosse semplicemente qualcosa di innato e immutabile, di cui disponiamo da quando siamo nati. Perciò la creatività non è un semplice dono, che rimane uguale a se stesso per sempre, ma possiamo farla aumentare.

      3. La creatività non è semplice. Cioè, essere creativi è difficile. La frustrazione è un passaggio essenziale del processo creativo. Secondo Elizabeth Gilbert, anzi, è il processo creativo stesso. Le difficoltà, gli ostacoli, le insicurezze, tutti i nostri “non so proprio come fare” sono ciò che ci spinge a essere creativi e a trovare nuove soluzioni. Se fosse facile, non ne varrebbe la pena.

      4. La creatività non è arte. Quando qualcuno non si considera creativo finisce sempre col tirare fuori la frase “non sono un artista”. Ma creatività e arte sono due cose differenti. Scrivere, disegnare, fotografare, comporre musica, danzare, non implicano l’essere creativo. La creatività ci permette di generare nuove e utili idee: non ha nulla a che fare con l’arte o il design o la musica. E allora perché tendiamo a parlare di arte e creatività come se fossero inevitabilmente connesse? Probabilmente perché associamo naturalmente l’arte alla libertà, alla capacità di rompere le regole e creare qualcosa di nuovo, mai visto prima, e non ci rendiamo conto che in moltissimi altri campi facciamo lo stesso proprio grazie alla nostra creatività.

      5. La creatività non si sviluppa in completa solitudine. Abbiamo l’idea romantica che i creativi siano tipi solitari che passano tutto il loro tempo a scrivere, dipingere o altro, senza parlare con nessuno, completamente presi dal processo di creazione. In realtà l’essere umano è fatto per collaborare, anche quando questo significa semplicemente raccontare che cosa sta facendo a un gruppo di amici durante l’aperitivo. La condivisione ci permette di avere uno sguardo più ampio sul mondo, che è quello che alla fine ci permette di essere creativi. Se non conoscessimo l’altro da noi, non avremmo materiale per combinare idee differenti per creare qualcosa di nuovo. Stare da soli ci permette di dedicarci ai nostri progetti e di elaborare i nostri pensieri, ma non avremmo nulla da elaborare se non ci confrontassimo con altri esseri umani e con il mondo esterno.

      6. La creatività non è giudicabile. Non c’è una vera e propria unità di misura della creatività. Essere creativi non dipende dal riconoscimento esterno, ma è una conseguenza del nostro impegnarci a creare qualcosa ogni giorno. Van Gogh in vita riuscì a vendere un solo quadro. Dopo la sua morte i suoi dipinti sono stati quotati milioni. Quindi ci sarebbe da chiedersi se Van Gogh sia diventato creativo solo dopo la sua morte… O non è più probabile che lo sia sempre stato?

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